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Tutor Artademico

“Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere,ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.” RUDOLF STEINER

Il primo indirizzo contenuto nel progetto della Fabbrica del Lavoro è innanzitutto la risposta alle tantissime proposte e sollecitazioni che durante questo primo anno ci sono arrivate: dalle richieste di formazione agli insegnanti della scuola tradizionale o, addirittura, di apertura di nuove sedi in tutta Italia e persino all’estero.

E’ per questo che abbiamo deciso di esportare il nostro metodo proponendo un percorso da cui possano specializzarsi veri e propri Tutor artademici qualificati: “Il metodo ARTADEMIA prevede una formazione che, proprio per migliorare lo stato di salute e la qualità della vita, tiene insieme le nuove tecnologie e gli strumenti del futuro, con gli antichi gesti e il rapporto con la realtà naturale.”

E’ per questo che grazie al sostegno di Altro che Storie onlus vogliamo costruire ad hoc strutture e luoghi che possano raggiungere questo scopo: il Tutor artademico una volta appreso il metodo e specializzatosi in questa figura professionale, potrà a sua volta diventare formatore nelle scuole per insegnanti ed educatori, oppure potrà essere lui stesso ad aprire una sede distaccata o ancora far parte della nostra equipe docenti.

L’ambiente e gli obiettivi specifici da cui si svilupperà l’attività del Tutor artademico ha queste caratteristiche, contenute nei dettami del nostro progetto:

“Abbiamo pensato di creare un luogo idoneo all’insegnamento, luogo che avrà le caratteristiche di un bosco attraversato da un sentiero che toccherà diverse postazioni. Ogni postazione avrà caratteristiche legate al recupero dei sensi ed agli elementi sananti. All’interno del bosco saranno posizionati poi ricoveri per gli animali domestici e piattaforme per l’osservazione degli animali selvatici.

I ragazzi avranno l’opportunità di lavorare retribuiti all’interno del progetto, seguiti dagli specialisti, fino a quando pronti ad esportare il metodo. Potranno inoltre usufruire di un supporto di supervisione anche una volta autonomi e distaccati dalla sede. Il ruolo dei ragazzi sarà accompagnare gli studenti di altre scuole (che quindi non hanno la possibilità di partecipare in toto alla formazione artademica) alla riscoperta sensoriale ed alla gestione del contatto.

Per i clienti particolarmente in difficoltà relazionale sarà previsto l’utilizzo di strumenti tecnologici sia per permettere loro di approcciare attraverso un filtro, e quindi in modo meno invadente, sia per permettere la visione di video da loro registrati che, in accordo con la teoria dei neuroni specchio, visionato più e più volte, porterà ad una migliore gestione della strategia relazionale in oggetto.

Si occuperanno inoltre di bambini e ragazzi con difficoltà relazionali e comportamentali, e potranno diventare formatori del metodo per insegnanti, operatori ed educatori; potranno inoltre, supportati dai nostri specialisti, diventare accompagnatori anche in percorsi terapeutici per adulti e bambini, per disturbi quali depressione, ansia, iperattività, disturbi del comportamento, difficoltà relazionali, disabilità psicofisica, iperattività, deficit dell’attenzione e persino di alcuni disturbi sessuali.

Saranno inoltre formati come Natural Sport Trainer, capaci cioè di accompagnare i clienti all’attività sportiva all’aperto. Questa professione non solo gli permetterà di essere immediatamente inseribili nel mondo del lavoro, ma fornirà anche un’opportunità per esercitare la libera attività anche in mancanza di strutture di appoggio. Questa nuova professione abbiamo motivo di credere che sarà una delle professioni del futuro.”

Ma perché il rapporto con la natura diventa così decisivo?

“Decine di ricerche ci dimostrano come la maggior parte dei disturbi del nostro tempo vengano da una mancanza di rapporto e contatto con gli elementi naturali e gli animali.” Un esempio ci arriva dal libro di Richard Louv “L’ultimo bambino nei boschi”, che rivolgendosi a genitori ed educatori sottolinea l’importanza del rapporto con la natura, soprattutto per bambini e ragazzi. Analizzando le abitudini e le difficoltà delle nuove generazioni, Louv individua un crescente “disturbo da deficit di natura”, cioè una condizione di vita, un modo di essere. Sono sempre di più i ragazzi che conducono un’esistenza chiusa in interni soffocanti dove regnano videogiochi, computer, televisori, imprigionati in città spesso carenti di aree verdi e dominate da traffico e smog. Tra le paure dei genitori e la difficoltà di movimento e di sfogo in spazi aperti, i bambini e gli adolescenti accusano ogni giorno di più disturbi quali obesità, disattenzione, svogliatezza, noia, depressione, ansia.

Ma a questo esiste una soluzione, il principio da cui abbiamo sviluppato il nostro metodo nature based: “Da anni è stato sperimentato con successo l’effetto specifico di alcuni elementi su determinati disturbi; possiamo così pensare di utilizzare una particolare zona di un bosco, per trattare uno specifico disturbo.”

Il percorso di formazione del Tutor artademico, contenuto all’interno della Fabbrica del Lavoro, come già vi abbiamo raccontato spesso, sarà supportato anche dalla campagna di crowdfunding che abbiamo lanciato in questo periodo. Puoi supportarci con una piccola donazione o tramite il passaparola! (clicca qui per accedere alla campagna crowdfunding di artademia).

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