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Intervista a Nicola, docente di Hacking

1) Chi sei e di cosa ti occupi nella vita?

Sono Nicola, lavoro come responsabile commerciale per il nord ovest per una azienda che produce hardware e software per misura ed automazione; la cosa che mi piace del mio lavoro è aiutare i miei clienti (o i miei colleghi) quando hanno bisogno di consulenza per creare prototipi, per validare e testare prodotti, per misurare e controllare grandezze fisiche. Nel resto del tempo me la spasso con mia moglie, che con il suo umorismo, la sua sensibilità e solidità mi aiuta a restare in equilibrio tra le peripezie di ogni giorno.

2) Che ruolo hai in ARTADEMIA?

Quando c’è da fare qualcosa di informatico o di elettronico cerco sempre di dare una mano, sul sito web, sui social media o anche semplicemente aggiornando il tablet di Silvia che non è mai all’ultima versione!
In Artademia mi occuperò di Hacking, di capire come funzionano certi oggetti, cosa c’è dentro, quali magie fanno muovere le cose; mi piacerebbe trasmettere la passione che ho per le scienze e far venire voglia di fare quel passettino in più in terreni scoscesi come la matematica o di mettersi occhiali e mascherina per saldare un paio di resistenze e un magnete!

3) Quali sono le cose più particolari che proporrai?

Mi piacerebbe rivivere la vita di alcuni scienziati famosi; per capire la passione che li motivava, dove volevano arrivare e cosa siamo riusciti a raggiungere grazie a loro. Per alcuni vorrei anche rifare i loro esperimenti, costruire una batteria come Alessandro Volta o far girare un motore come Galileo Ferraris… Con il passare del tempo potremmo anche mandare un segnale radio, costruire un robot o un piccolo Segway che riesce a stare in piedi da solo… Ma per arrivarci servirà studiare, se a lor signori piacerà…

4) Cosa ti piace di più del progetto ARTADEMIA?

Ci sono un sacco di cose che mi piacciono di Artademia: l’idea che per fare le cose non servano obblighi e vincoli, ma passione e relazione; la convinzione che dentro ogni ragazzo ci siano infinite possibilità; il ricordo di quanto più volentieri studiassi chimica con quel prof che la rendeva affascinante; il piacere di lavorare assieme, di faticare, di spremersi le meningi, ma con il sorriso sulle labbra; il trionfo che si prova quando hai aggiustato qualcosa che si era rotto…

5) Perché pensi che ARTADEMIA sia la formazione giusta da proporre a un giovane?

Per me la scuola è stata spesso una sofferenza, un dovere da compiere, una pillola amara per riuscire a fare quello che avevo in mente; non dovrebbe essere così! Sarebbe bastato così poco per riuscire a farmi fare le stesse cose con piacere… Forse non avrei mai imparato il latino, ma tanto anche a suon di 4 non mi è mai entrato in testa!

6) Se ARTADEMIA fosse un cibo cosa pensi sarebbe?

Forse la pasta; semplice grano macinato e acqua… Ma quante forme può assumere? Con quanti sughi lega? E quante discussioni si possono fare sulla pasta? La pasta fresca? I tortellini? Le lasagne? Forse si arriva a tutto, partendo dalla pasta!

7) E se fosse un colore?

Vorrei fosse una tavolozza, quelle che vediamo nei ritratti dei grandi pittori, dove ognuno sceglie il suo colore preferito e lo mescola con gli altri per avere quella sfumatura che esiste solo in quel momento…
Ma essendo un ingegnere dirò qualcosa tra i 526 e i 606 THz (teraHertz), il colore dei circuiti stampati, dei primi led con cui ho giocato, della clorofilla, dei prati…

8) Quali sono i momenti più divertenti?

Quando sei con persone a cui vuoi bene, con gli amici e non ti importa più che stai facendo, dove sei, che ora è… Ci sono solo risate e buone vibrazioni.

9) Perché un ragazzo dovrebbe scegliere ARTADEMIA anziché la scuola tradizionale?
Perché in quel momento non sta bene a scuola, non ne trae alcun beneficio, perché ha perso voglia di fare e di studiare; siamo nati per imparare, ma non basta solo una scintilla ad accendere un fuoco! Avete mai cercato di accendere un falò in un rifugio di fortuna quando piove e soffia il vento? E’ difficilissimo; ma credo che la missione di noi adulti sia creare tutte le condizioni, fare schermo con le nostre mani, dare consigli, ma lasciare che il fuoco sia acceso dai ragazzi.

10) Quale aggettivo meglio descrive ARTADEMIA?

Variegata

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