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Intervista a Luca – Filosofia e Zen

Luca1) Chi sei e di cosa ti occupi nella vita?

Mi chiamo Luca. mi sono laureato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano. Lavoro quotidianamente in un caffè letterario e gioco a calcio.

2) Che ruolo hai in ARTADEMIA?

Il mio ruolo in ARTADEMIA sarà quello di proporre ai ragazzi  una diversa visione della filosofia.

3) Quali sono le cose più particolari che proporrai?

Proprio perché spesso nel liceo lo studio della filosofia è troppo accademico io voglio proporre una filosofia che sia interazione. Sollevare problemi (sull’uomo, sul bene) e discuterne con i ragazzi. Non deve essere un “studiare cosa hanno detto altri” ma essere in grado di avere idee proprie, perché una conoscenza ben strutturata della filosofia porta dei benefici nella nostra vita. Ci fa vivere meglio.

Proprio per questo motivo gran parte del mio corso sarà dedicato alla filosofia orientale, allo Zen, al Taoismo, che è spesso misconosciuta o presa come una moda. Che cos’è lo zen e a cosa serve? Queste le due domande principali, fulcro del mio corso. Si vedrà che lo Zen è quella palestra filosofica che permette seriamente di affrontare la vita di tutti i giorni (problemi, difficoltà, impegni) in un modo diverso.

4) Cosa ti piace di più del progetto ARTADEMIA?

ARTADEMIA pone al centro del proprio progetto l’aspetto che maggiormente sta sfuggendo di mano alla scuola tradizionale: il rapporto con i ragazzi. In età da scuola superiore si trascorre più tempo a scuola che a casa, la scuola in questo senso deve essere molto di più di un luogo dove si imparano nozioni. Sotto questo punto di vista c’è un forte parallelismo fra quello che ARTADEMIA propone e quello che propone lo Zen rispetto alla filosofia classica: maggior coinvolgimento e soprattutto un sapere immediatamente pratico.

5) Perchè pensi che ARTADEMIA sia la formazione giusta da proporre a un giovane?

La risposta a questa domanda è stata già in parte data prima. ARTADEMIA è la formazione giusta perché attraverso di noi si impara soprattutto a crescere. Voti, interrogazioni e verifiche non servono.

6) Se ARTADEMIA fosse un cibo cosa pensi sarebbe?

La paella valenciana.

7) E se fosse un colore?

Il blu. Come diceva Kandinskj, il blu è il colore dell’anima.

8) Quali sono i momenti più divertenti?

Le possibilità che la scuola tradizionale non offre. Uscire, dialogare con i ragazzi e instaurare con loro un rapporto anche e soprattutto all’esterno. In città, visitando un museo o anche semplicemente guardando un film.

9) Perché un ragazzo dovrebbe scegliere ARTADEMIA anziché la scuola tradizionale?

Per la maggior attenzione che poniamo al singolo ragazzo. Perché non ci interessano i voti, non ci interessa chi studia di più ma chi ha più voglia di crescere, di riscoprire la passione per qualcosa.

10) Quale aggettivo meglio descrive ARTADEMIA?

Rivoluzionario.

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