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Il cuore del Festival

Settimana scorsa, per chi ha avuto modo di dare un’occhiata al Festival di Sanremo, tra i vari cantanti, comici e polemiche che si sono avvicendate tipiche di questo appuntamento, abbiamo avuto modo di incontrare uomini e donne veramente straordinarie!

L’incontro del conduttore Carlo Conti con Ezio Bozzo, il cui incontro ha incantato l’Ariston, il pubblico televisivo ed il popolo dei social media, con un video viralissimo già dopo poche ore, ha stupito molti per la passione e l’intensità con cui il pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, affetto da Sla, ha parlato della musica:

Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi (…) La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme”.

A smuovere dalle poltrone del teatro sanremese e di casa sono state anche la presenza di Nicole Orlandi e Giuseppe Ottaviano.

La prima, atleta affetta da sindrome down che ha vinto quattro medaglie d’oro ed un argento in Sudafrica, citata nel discorso di fine anno dal presidente Mattarella come parte di un “emblema italiano ricco di persone ed esperienze positive”. Le piace definirsi semplicemente una “persona con un cromosoma in più”, ed ama lo sport alla follia: basket, tennis, nuoto, atletica, ping pong, la danza, ma non solo.. alla domanda “Che cosa farai?” non sa rispondere, perchè include anche la passione del teatro e del cinema tra le attività che vuole portare avanti.

Il secondo, sulla soglia dei cent’anni, ex pilota dell’Aeronautica; sposato e padre di tre figli; protagonista dello Sport dopo aver compiuto i settant’anni, cimentandosi in numerose discipline come velocità, lanci e salti in alto; svela il segreto della sua giovinezza: non solo mangiare tanta verdura, soprattutto prima dei pasti, ma essere sempre molto curiosi di tutto quello che ci circonda: difficilmente si vede una persona di quella generazione essere così entusiasta della tecnologia che oggi ci pervade, ma lui confessa di esserne totalmente affascinato, perchè questa ha la capacità di soddisfare le sua sete di conoscenza.

Al di là delle emozioni e della simpatia che hanno suscitato, ho pensato che faccia sempre bene pensare e raccontare di questi esempi, qualche volta con un cromosoma o qualche anno in più, qualche volta senza l’opportunità di camminare, ma che spesso hanno ben più chiaro di altri cosa sia la bellezza della vita, l’esigenza di rispondere al bisogno di passione, amore e sapere che è insito in tutti noi e che forse qualche volta ci capita di dimenticare. Queste persone con la loro straordinaria semplicità ce lo raccontano, e ci insegnano.

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