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#ARTARACCONTA…La nascita dell’LP

Il primo strumento sul quale l’uomo ha fatto girare un disco per sentire della musica è stato il grammofono, inventato negli Stati Uniti dal tedesco Emile Berliner, alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento.

I primi dischi furono venduti in Europa nel 1889 e avevano un diametro di 12,5 centimetri, ma erano poco più che un giocattolo.

I primi grammofoni erano alimentati a manovella, e quindi la velocità alla quale veniva fatto girare il disco dipendeva dall’utilizzatore. C’era un numero di giri al minuto corretto, che veniva infatti indicato sul disco e poteva variare tra i 60 e i 130.

Successivamente furono messi sul mercato grammofoni a molla, più affidabili e, negli anni Venti, furono attrezzati con un motore elettrico, che quindi consentiva di mantenere una velocità costante: nei primi vent’anni del Novecento i grammofoni si diffusero tra il grande pubblico.

Il riconoscibile corno dei primi grammofoni cominciò a essere nascosto sotto il piatto per motivi estetici, e dal 1904 la RCA cominciò a incidere i dischi su entrambi i lati, per aumentare il numero dei minuti di musica.

Nel 1931 la RCA Victor distribuì il primo Lp della storia: la Quinta sinfonia di Beethoven, utilizzando il vinile, un materiale plastico resistente e leggero, molto adatto come supporto ma che era ancora troppo costoso da utilizzare. I primi dischi in vinile di RCA Victor erano anche incisi per essere letti a 33 giri al minuto (33 e un terzo).

Ma negli anni Trenta faticarono a trovare mercato, anche per via della Grande Depressione. Poi arrivò la Seconda Guerra Mondiale, che complicò il processo di sostituzione tra la gommalacca e il vinile e tra il 78 giri e il 33 giri.

Alla fine fu la Columbia Records a presentare, il 21 giugno del 1948, il “long playing” (LP) in vinile. Pochi mesi dopo, RCA Victor rispose a Columbia introducendo sul mercato un vinile a 45 giri, con un diametro di circa 18 centimetri (contro i 30 centimetri degli LP di Columbia). Il buco al centro dei 45 giri, quello per fissare il disco al piatto, era più grande e incompatibile con quello degli LP.

Fino agli anni Cinquanta, i dischi uscivano con soltanto poche canzoni, perché potevano contenere meno di cinque minuti di musica per lato. Con gli LP, i minuti aumentarono fino a più di venti per ogni lato. Inizialmente furono impiegati soprattutto per la musica classica, perché consentivano di raccogliere intere opere prima divise su più dischi da 78 giri. Ma in poco tempo il formato dei 33 giri cambiò radicalmente la musica. Quelle che fino ad allora erano state raccolte di poche canzoni diventarono raccolte di più canzoni, finché qualcuno si rese conto che diverse canzoni una dietro l’altra potevano avere un senso complessivo: nacque così l’album, che rimane ancora oggi il principale medium musicale per gli artisti…

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